Flavio Bertamini - Programmare in Excel 1/3

Presentazione
 
Attraverso questo testo si intende portare l’utente a comprendere meglio l’uso di Visual Basic for Application: uno strumento in grado di potenziare notevolmente ma in modo semplice le nostre capacità di operare con il personal computer. Dopo una necessaria premessa teorica, il più possibile limitata, si procede all’illustrazione di alcuni esempi pratici nell’intento di favorire la presa di contatto del lettore con la materia della programmazione.
 
Lo scritto intende fornire all’utente, che già conosce abbastanza bene almeno l’uso Excel® standard e di Office® in generale, un potente strumento utilizzabile sia in casa che al lavoro che rende in qualche modo più “padroni” del personal computer e rappresenta un valido modo per avvicinarsi al mondo della programmazione.

Non è adatto a chi considera Excel® un semplice gestore di tabelle.

Ai Lettori:
Questo scritto intende offrire a chi è interessato un esempio sulle tecniche di programmazione più semplici che si trovano attualmente a disposizione in Excel®. L’utente ideale è una persona che conosce abbastanza bene l’uso dei principali applicativi, che ha già cominciato a seguire qualche “Tutorial” su almeno uno dei principali linguaggi oggi diffusi, ma è rimasto deluso perché si è reso conto che il mercato offre “facili” promesse di insegnamento attraverso la rete, i libri, i corsi didattici, ma alla fine le capacità informatiche non sono aumentate, se si esclude la scrittura del programma “Hello Word” o la colorazione di qualche Form in un orrido verde pisello!
 
In realtà la programmazione è un’ arte, e, come ci invitava lo psicanalista Erich Fromm nella sua celeberrima opera “L’arte di amare”, per diventare maestri nella propria arte non ci sono “vie regie” ma bisogna amare la propria arte e, per riuscire nell’intento di scrivere un programma interessante, bisogna pensare che la via può essere lunga, molto lunga. Premetto che lo scopo finale di questo scritto non è quello di insegnare un linguaggio di programmazione, ma di dire alcune cose sulla “programmazione” in generale, viste con gli occhi di un semplice autodidatta!
 
Le persone realmente interessate capiranno facilmente che c’è una differenza sostanziale. Un linguaggio di programmazione può essere imparato in pochi mesi ma per “programmare” non basta una vita. Tra l’altro, la programmazione è un’attività essenzialmente comunitaria, che crea enormi interdipendenze, non si può pensare di essere “veramente” dei professionisti lavorando isolati, ma certamente, mentre si stà imparando o si scrive del “codice”, stare da soli è necessario per avere la giusta concentrazione.
In questa solitudine avere un “amico” che ci dà dei suggerimenti può essere utile, e lo scopo del testo è proprio questo…
 
I mezzi informatici necessari per la comprensione di questo testo non sono straordinari. Basta in realtà avere sottomano il foglio di calcolo Excel® per avere uno strumento molto potente, basta saperlo usare. L’infomatica si sviluppò utilizzando “schede perforate” di cartoncino come memorie per dati e programmi, e per chi, come me, ha incominciato con il mitico Fortran77 a riga di comando, lo sviluppo che ha potuto vedere nel corso degli anni è stato enorme. Anche il semplice “Blocco Note” in dotazione con Windows® sarebbe stato, allora, un lusso inimmaginabile. Nessuno intende chiedervi “ora” di procurarvi una suite professionale mentre state imparando cosa significa programmare, per chi se la sente ci sono a vostra disposizione nella rete molti strumenti, ma l’umiltà, l’impegno, la costanza e la tenacia non si trovano “facilmente” nel Web. Ma gli ignoti “maestri” che hanno dipinto le cappelle preistoriche dell’Europa continentale non avevano certo “pennelli” o luci straodinarie, ma ci hanno comunque lasciato la testimonianza stupefacente delle loro capacità artistiche.
 
Insomma “programmare” non è una questione di “pennello”…
Non pretendete di avere da questo scritto delle dritte su quale settore della programmaziione iniziarvi o su quali linguaggi siano migliori di altri, sono domande che rivelerebbero l’ingenuità di chi le porge: sarà la vostra intelligenza semmai a suggerirvi come operare.
 
Non pretendete neppure qualche dritta che vi risolva un problema contingente: per questo c’è innanzitutto il “mitico” tasto F1 e poi la rete Internet. Infine non contate molto sull’appoggio degli altri, di solito chi tenta di evolvere viene irriso e chi produce dei risultati viene visto con una certa invidia.